Il Mart di Rovereto si prepara a inaugurare un evento espositivo di grande risonanza culturale. A quarant’anni dall’ultima grande retrospettiva a lui dedicata, l’istituzione presenta una complessa e affascinante figura di Luigi Bonazza (1877–1965). L’artista trentino, protagonista del fecondo fermento di inizio Novecento, è al centro di una vasta esposizione curata da Alessandra Tiddia, che promette di gettare nuova luce su un percorso artistico e umano crocevia di identità. Bonazza visse, infatti, quel Trentino cruciale, vera e propria cerniera geografica e culturale tra il mondo di lingua italiana e le influenze dell’Europa centrale, mondi all’epoca profondamente legati.
La mostra, che sarà visitabile da sabato 6 dicembre 2025 a domenica 3 maggio 2026 presso il Mart di Rovereto, offre un viaggio lungo un’intera vita creativa attraverso un corpus imponente di circa 300 opere. Il percorso espositivo ripercorre le tappe salienti della carriera di Bonazza, iniziando dagli anni cruciali della formazione. È a Vienna che l’artista si plasma, assorbendo il linguaggio raffinato e innovativo della Secessione viennese, movimento che segnò in modo indelebile il gusto estetico del primo Novecento. Di questo periodo di apprendistato e sperimentazione spiccano i capolavori giovanili, tra cui l’evocativa e complessa opera La leggenda di Orfeo, emblema della sua maestria decorativa e della sua sensibilità simbolista.
Il visitatore sarà guidato attraverso le diverse anime e le molteplici stagioni dell’artista. Una sezione significativa è dedicata al suo ruolo di intellettuale e patriota, un impegno testimoniato dai celebri e incisivi ritratti di Cesare Battisti e degli altri martiri irredentisti. Parallelamente, viene esplorato il suo rapporto con personalità chiave della cultura italiana come Gabriele d’Annunzio, a dimostrazione della sua centralità nel dibattito artistico e politico dell’epoca.
Un momento di profonda riflessione e culmine emotivo è offerto dalla celebre opera La nascita del giorno (Allegoria della vita) (1921-1932), parte della prestigiosa Collezione Bruno Pizzinini. Questo dipinto simboleggia la sintesi perfetta tra l’eleganza formale di ascendenza nordica e la profonda passione narrativa tipicamente italiana che caratterizza l’arte di Bonazza. Nelle opere della tarda età, dopo aver attraversato le turbolenze storiche, Bonazza si volge a una dimensione più intima e lirica, dedicandosi con intensità ai paesaggi dipinti tra le montagne e i laghi del Trentino, offrendo una commovente interpretazione della sua terra e della sua ritrovata quiete.
La retrospettiva si conclude con un prezioso omaggio e un necessario approfondimento dedicato agli artisti trentini che, analogamente a Bonazza, seppero mediare e coniugare contenuti prettamente italici con uno stile d’impronta centro-europea. Tra questi maestri si ricordano Giorgio Wenter Martini, Luigi Ratini, Francesco Trentini, Dario Wolf e Stefano Zuech, offrendo al pubblico uno sguardo completo su una stagione artistica unica e di cruciale importanza per la storia del Trentino.
La mostra è accessibile con un biglietto unico per tutte le sedi del Mart, al costo di 15 € intero e 10 € ridotto, offrendo un’occasione imperdibile per riscoprire una delle figure più affascinanti e complesse del panorama artistico tra Otto e Novecento.

Davide Mosca

 

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