L’unione tra Breitling e Aston Martin non è un semplice accordo commerciale, ma una collisione creativa tra due eccellenze che hanno fatto della velocità il proprio baricentro. Con l’annuncio della partnership globale che vedrà il marchio orologiero svizzero al fianco dell’Aston Martin Aramco Formula One™ Team, si apre un capitolo dove l’ingegneria meccanica di precisione incontra l’adrenalina dei circuiti. Questa sinergia riporta ufficialmente Breitling nel circus della Formula 1, collegando i laboratori di Grenchen alle officine di Gaydon in un dialogo costante tra artigianalità e prestazioni estreme. Le radici di questa intesa affondano in oltre un secolo di sfide cronometriche e motoristiche. Già nel 1907, Léon Breitling presentava il “Vitesse”, il primo strumento capace di misurare velocità fino a 250 chilometri orari, mentre negli stessi anni Lionel Martin e Robert Bamford dominavano le pendenze di Aston Hill. Il destino dei due brand si è poi incrociato nei momenti chiave della cultura pop, come negli anni ’60, quando l’eleganza di James Bond veniva definita tanto dalla potenza di una Aston Martin DB5 quanto dalla tecnologia di un Breitling Top Time. Oggi quella stessa attrazione per l’estetica funzionale si evolve in un progetto che coinvolge l’intero universo del marchio britannico, dalle auto stradali di lusso fino alle monoposto da competizione. Il primo manifesto tangibile di questa collaborazione è il Navitimer B01 Chronograph 43 Aston Martin Aramco Formula One™ Team, un segnatempo che rompe gli schemi classici della collezione. Per la prima volta, l’icona dei piloti adotta una cassa in titanio, materiale leggero e resistente d’ordinanza nelle competizioni, abbinata a un quadrante in fibra di carbonio che richiama l’abitacolo delle vetture da corsa. La livrea Racing Green e i dettagli color lime celebrano l’identità visiva della scuderia, mentre la tiratura limitata a 1.959 esemplari omaggia l’anno dell’esordio di Aston Martin nella massima categoria automobilistica. Sotto il quadrante pulsa il Calibro di manifattura Breitling 01, un motore meccanico certificato COSC che garantisce una precisione assoluta anche nelle condizioni di stress tipiche dei box. Il rotore in tungsteno nero, visibile attraverso il fondello in zaffiro, è un richiamo diretto alla tecnologia dei materiali aerospaziali. Il debutto ufficiale in pista è fissato per il Gran Premio d’Australia 2026 a Melbourne, dove il logo Breitling sfreccerà sulla nuova AMR26 guidata da Fernando Alonso e Lance Stroll. È l’inizio di un viaggio pluriennale in cui il tempo e la velocità tornano a correre sulla stessa traiettoria, promettendo nuove frontiere di design e innovazione tecnologica per gli appassionati di entrambi i mondi.
Davide Mosca







