C’è un luogo, nel cuore dell’Emilia, dove il rombo di un V12 si fonde con il silenzio di una matita che traccia una linea. È qui, a Sant’Agata Bolognese, che da vent’anni prende forma l’anima di Lamborghini: un laboratorio di idee e potenza, dove il design non si limita a disegnare auto, ma sogni ad alta velocità. Lamborghini celebra i due decenni del suo Centro Stile, il cuore pulsante dove nascono le forme più radicali e iconiche del mondo automobilistico. È qui, tra bozzetti, modelli in argilla e realtà aumentata, che prende vita l’identità visiva del toro di Sant’Agata: un linguaggio riconoscibile a colpo d’occhio, capace di fondere tecnologia estrema e arte visionaria. Nato nei primi anni Duemila, il Centro Stile Lamborghini fu il primo dipartimento interno dedicato al design istituito da un costruttore di super sportive. Una scelta pionieristica, che nel 2005 diede vita alla prima vettura interamente disegnata in casa, aprendo la strada a un approccio rivoluzionario: da quel momento ogni Lamborghini sarebbe diventata il frutto di un dialogo diretto tra estetica e ingegneria, tra istinto e matematica, tra sogno e funzionalità.
“Il Centro Stile Lamborghini è un elemento fondamentale del nostro marchio,” afferma Stephan Winkelmann, Chairman e CEO di Automobili Lamborghini. “Negli ultimi vent’anni ha spinto sempre oltre i confini, offrendo l’inaspettato: dalle one-off alle concept car, fino alle limited edition che hanno trasformato le nostre vetture in opere d’arte su ruote.”
La storia del design Lamborghini nasce con Ferruccio Lamborghini, che intuì fin dagli anni Sessanta quanto la forma fosse inseparabile dalle prestazioni. Dalla Miura alla Countach, la Casa di Sant’Agata ha sempre sfidato le convenzioni estetiche, creando vetture che sembravano provenire dal futuro. Con l’arrivo di Luc Donckerwolke alla fine degli anni Novanta, il design si fece più muscolare e contemporaneo: nacquero la Murciélago e la Gallardo, veri manifesti di un nuovo linguaggio visivo. Fu poi Filippo Perini a guidare la transizione verso la piena autonomia creativa con la nascita ufficiale del Centro Stile nel 2005, disegnando la Aventador, la Huracán e la visionaria Reventón, ispirata ai caccia stealth e anticipatrice del futuro DNA Lamborghini. Con l’arrivo nel 2016 di Mitja Borkert, il design del toro ha imboccato una nuova traiettoria: linee più pure e silhouette immediate, ma sempre tese, sempre cariche di energia. Dal Super SUV Urus alla rivoluzionaria Revuelto, fino alla HPEV Temerario e alla recente Fenomeno, ogni modello rappresenta un tassello di un’evoluzione continua, in cui la forma non segue la funzione — la esalta. Nel Centro Stile Lamborghini, il design non è solo un atto creativo: è una filosofia industriale. Ogni vettura nasce da una collaborazione simbiotica con i reparti di ingegneria, aerodinamica, materiali e ricerca. È un processo in cui ogni curva ha una logica, ogni taglio un senso, ogni superficie una funzione. E non solo auto: il DNA Lamborghini si è esteso alla nautica, all’audio, all’architettura e alla moda, portando nel mondo il linguaggio estetico del marchio italiano più estremo. Il programma Ad Personam consente oggi ai clienti di creare configurazioni uniche, mentre l’intelligenza artificiale e la stampa 3D aprono nuove frontiere per la progettazione del futuro. “Essere a capo del design Lamborghini significa essere visionari,” conclude Borkert. “Noi non seguiamo le tendenze: le creiamo. Il nostro compito è unire l’eredità del passato con la visione del futuro, restando fedeli a una sola regola: sorprendere sempre.” Dal primo tratto di matita alla più sofisticata modellazione digitale, il Centro Stile Lamborghini ha ridefinito il concetto stesso di design automobilistico, trasformando ogni vettura in un’esperienza sensoriale. Vent’anni dopo, Sant’Agata continua a essere il laboratorio dell’impossibile, dove il design non si limita a disegnare auto, ma a disegnare il futuro.
Davide Mosca
Foto Courtesy Lamborghini











