Dal 3 luglio al 15 novembre 2026, il MAN (Museo d’Arte della Provincia di Nuoro) ospita la mostra “FUTURAMA. Nostalgia di futuro”. Curata da Chiara Gatti ed Elisabetta Masala in collaborazione con Storyville, l’esposizione costituisce il terzo e ultimo capitolo della trilogia che il museo ha dedicato allo studio delle strutture cognitive e sociali attraverso cui l’uomo interpreta il proprio rapporto con il tempo e l’ambiente, proseguendo le riflessioni avviate con le precedenti mostre Sensorama e Diorama. Il percorso espositivo trae spunto dal padiglione “Futurama”, realizzato da Norman Bel Geddes per la General Motors in occasione della New York World’s Fair del 1939. Attraverso plastici immersivi, l’installazione originale presentava una visione di metropoli funzionali e orientate al dominio tecnologico, anticipando l’ottimismo che avrebbe caratterizzato il secondo dopoguerra. In quel contesto storico, lo sviluppo industriale, l’automazione e le conquiste spaziali alimentarono la convinzione che l’umanità fosse in procinto di superare i propri limiti biologici.La mostra documenta l’influenza di questa visione sulla cultura visiva e di massa dell’epoca. Il design e l’architettura esplorarono forme modulari e dinamiche, mentre la ricerca artistica adottò nuovi materiali, come testimoniato dalle opere di Gino Marotta, Giulio Turcato e Lucio Fontana. La sezione dedicata alla moda, curata da Michela Gattermayer, integra questo dialogo estetico. A completare il quadro, la rassegna include robot giocattolo di produzione giapponese degli anni Cinquanta, una selezione di narrativa fantascientifica dalla collana Urania (Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori) e video installazioni dedicate alla corsa allo spazio durante la Guerra Fredda.L’esposizione affronta inoltre le criticità insite in tale modello di progresso. Il MAN evidenzia come la crescita industriale e l’espansione urbana abbiano generato conseguenze impreviste in termini di alienazione e impatto ambientale, dinamiche già analizzate da artisti come Piero Gilardi. Con il superamento delle grandi narrazioni moderniste e l’avvento del postmodernismo, l’idea di futuro ha progressivamente perso la sua connotazione di speranza condivisa, assumendo toni di incertezza o distopia, accentuati dagli eventi globali degli ultimi decenni. Il concetto di “nostalgia di futuro” proposto dalla mostra definisce la condizione contemporanea di un’ipermodernità caratterizzata da un’accelerazione tecnologica che genera, simultaneamente, prospettive di sviluppo e senso di smarrimento. Il progetto espositivo invita a una riflessione sulla necessità di rielaborare visioni del domani che non siano riducibili alla mera opposizione tra tecno-ottimismo e ripiegamento sul passato, ponendo l’attenzione sulla responsabilità collettiva nella costruzione di futuri consapevoli. L’esposizione vede la partecipazione degli artisti Valerio Adami, Vincenzo Agnetti, Enrico Baj, Agostino Bonalumi, Davide Boriani, Fabrizio Dusi, Mario Schifano, Lucio Fontana, Piero Gilardi, Pietro Gallina, Gianni Colombo, Sergio Lombardo, Gino Marotta, Pino Pascali, Paolo Scheggi, Giulio Turcato e Grazia Varisco. Il catalogo della mostra include saggi critici di Carlo Antonelli, Paolo Campiglio, Silvia Casagrande e Michela Gattermayer.

Davide Mosca

You May Also Like