Tra pochissime settimane, l’onda più famosa della storia dell’arte si infrangerà nel cuore di Roma. Dal 27 marzo al 29 giugno 2026, gli eleganti saloni di Palazzo Bonaparte, a piazza Venezia, accoglieranno un evento epocale: la più imponente retrospettiva mai realizzata in Italia su Katsushika Hokusai, il genio indiscusso del “Mondo fluttuante” e protagonista assoluto del periodo Edo. Non è un’esagerazione definire questa mostra l’appuntamento culturale dell’anno. Organizzata per celebrare il 160esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, l’esposizione rappresenta un vero e proprio ponte lanciato tra Oriente e Occidente, capace di svelare le radici di un immaginario visivo che ha letteralmente folgorato i giganti dell’arte europea. La forza dirompente e la sintesi stilistica di Hokusai, infatti, hanno plasmato per sempre la pittura occidentale, stregando maestri del calibro di Monet, Van Gogh e l’intero movimento impressionista.Per la prima volta nel nostro Paese, grazie a un eccezionale prestito del Museo Nazionale di Cracovia, sbarca una collezione mozzafiato di oltre duecento capolavori. Si tratta della prima monografica internazionale di tale portata dedicata all’artista fuori dai confini polacchi. Il percorso espositivo, curato magistralmente da Beata Romanowicz e prodotto da Arthemisia, ci accompagna in un viaggio immersivo attraverso l’intero arco vitale e creativo di un uomo che amava definirsi “il vecchio pazzo per la pittura”. I visitatori avranno il privilegio di ammirare da vicino le serie iconiche che hanno fatto la storia dell’ukiyo-e: dalle vertiginose “Trentasei vedute del Monte Fuji” del 1831, che custodiscono la celeberrima “Grande onda presso Kanagawa”, alle suggestive “Cinquantatré stazioni del Tōkaidō”, fino ai dirompenti “Manga” e ai rari album illustrati, vere e proprie enciclopedie visive intrise di ironia e curiosità per ogni frammento della quotidianità nipponica. Ma la vera magia di questa mostra risiede nella sua capacità di costruire un ecosistema visivo completo e avvolgente. Le magistrali xilografie non sono isolate, bensì dialogano intimamente con una straordinaria selezione di manufatti d’epoca. L’allestimento si trasforma così in una vera e propria macchina del tempo, arricchita da libri rarissimi e oggetti di squisita fattura: smalti cloisonné, lacche pregiate, imponenti elmi, armature e spade da samurai, affiancati da raffinati kimono, giacche haori, fasce obi e antichi strumenti musicali. È un intreccio vibrante dove la spiritualità più profonda, l’arte sublime e la materia tangibile del Giappone tradizionale prendono vita davanti ai nostri occhi. Si potranno varcare le porte di Palazzo Bonaparte dal lunedì al giovedì, dalle 9 alle 19.30, e nei fine settimana, dal venerdì alla domenica, con orario prolungato fino alle 21. Per accogliere al meglio il grande pubblico, sono state previste anche numerose aperture straordinarie nei giorni di festa: il 5, 6 e 25 aprile, così come il 1° maggio e il 1° giugno, le porte resteranno aperte dalle 9 alle 21, mentre per la Festa della Repubblica del 2 giugno l’ingresso sarà consentito dalle 13 alle 21. E per un gran finale davvero indimenticabile, negli ultimi tre giorni di mostra, dal 27 al 29 giugno, i capolavori di Hokusai vi aspetteranno in via eccezionale fino alle 23:00.
Davide Mosca

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