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Il MAN celebra l’arte di Giorgio Andreotta Calò

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28/03/2024

L’iniziativa sarà visitabile dal 28 marzo al 16 giugno e proporrà una selezione delle opere di questo artista facenti parte del progetto “In Girum Imus Nocte”

Venticinque anni di attività da celebrare. Per uno spazio museale che ha cambiato in modo radicale l’offerta culturale sull’Isola con proposte di ampio respiro e di caratura internazionale. Un 2024 dunque che si preannuncia straordinario con una serie di mostre e iniziative che il MAN ha pensato. Tra queste le “Affinità Immaginate” che riproporrà l’incredibile collezione del museo esponendo cento capolavori della collezione storica. Dal verismo di Antonio Ballero al divisionismo del primo Sironi, dal ritorno all’ordine di Ciusa Romagna al realismo borghese di Francesca Devoto, dall’astrattismo di Mauro Manca alle vite straordinarie di Fancello, Nivola e Pintori, dalla prorompente e toccante creatività di Maria Lai, fino alle ricerche delle ultime generazioni. Ma non solo perché sempre il 28 marzo, con il taglio delnastro delle “Affinità Immaginate” ci sarà la possibilità fino al 16 giugno di visitare un’altra interessante iniziativa dal titolo “Giorgio Andreotta Calò, in girum imus nocte”. Si tratta di un’indagine svolta tra il 2013 e il 2018, che ha portato alla creazione di un corpus fondamentale nel percorso dell’artista. Oggi, una parte di queste opere trova collocazione ideale al museo MAN grazie al Piano per l’Arte Contemporanea del Ministero della Cultura, completando e integrando la precedente acquisizione di Produttivo.
Nel 2019, infatti, l’artista dona al MAN una parte dell’installazione ambientale Produttivo, composta da carotaggi estratti durante le campagne minerarie della Carbosulcis.spa, società che fino al 2018 è stata impegnata nello sfruttamento del bacino carbonifero del Sulcis, area nel sud-ovest dell’isola. Con un procedimento simile alle indagini geognostiche, Giorgio Andreotta Calò analizza la stratificazione e l’identità del luogo sviscerandone gli aspetti socio-culturali. Il fulcro della installazione è costituito dal film che documenta la marcia compiuta dall’artista insieme a un gruppo di minatori e pescatori del Sulcis nella notte del 4 dicembre 2014 (giorno di Santa Barbara, protettrice della comunità dei minatori). Il cammino diventa rito in una prospettiva escatologica che riconosce il ruolo sociale dei lavoratori, accentuando il valore della loro presenza. «I lavori in mostra -spiegano dal MAN-, sono tra i più emblematici e rappresentativi della ricerca di Giorgio Andreotta Calò, e accompagnano il visitatore in profondità: negli abissi della terra, ma anche nell’essenza del metodo dell’artista. In questo modo, paesaggio e storia vengono assimilati dalle opere, diventandone termine essenziale».

Davide Mosca

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