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La passione e l’inquietudine di Munch in mostra a Palazzo Reale

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27/05/2024

Una straordinaria retrospettiva in programma dal prossimo 14 settembre e fino al 26 gennaio 2025 racconterà il genio di questo straordinario artista attraverso l’esposizione di ben cento opere provenienti

Le sue opere e il suo stile sono inconfondibili. Certamente considerato tra gli artisti più rappresentativi dell’arte moderna e del ‘900. Edvard Munch (Norvegia, 1863 -1944) ha saputo interpretare sentimenti, passioni, e inquietudini della sua anima, comunicandoli in maniera potente e tragica. Palazzo Reale e Arthemisia, in collaborazione con il Museo MUNCH di Oslo hanno deciso di omaggiare il grande artista con una mostra che mancava da Milano da almeno quarant’anni dal titolo “Munch, il grido interiore” che sarà visitabile dal 14 settembre 2024 al 26 gennaio 2025. L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio della Reale Ambasciata di Norvegia a Roma. Cento straordinarie opere prestate eccezionalmente dal Munch Museum di Oslo accoglieranno i visitatori per un viaggio che racconta l’intero percorso umano e artistico di Munch considerato un precursore dell’Espressionismo e uno dei più grandi esponenti simbolisti dell’Ottocento, nonché l’interprete per antonomasia delle più profonde inquietudini dell’animo umano. La storia dell’artista è piuttosto nota ed è stata certamente condizionata da grandi sofferenze. la perdita prematura della madre e della sorella, la tragica morte del padre, la tormentata relazione con la fidanzata Tulla Larsen. Tutto ha contribuito a formare la poetica di Munch, che riuscirà a esprimere, grazie a un eccezionale talento, il suo grido interiore trasformandolo in opere d’arte. I suoi volti senza sguardo, i paesaggi stralunati, l’uso potente del colore riescono a raggiungere ogni essere umano, trasformando le sue opere in messaggi universali, il malessere esistenziale che affligge ogni essere umano. È questo che ha determinato la grandezza di Munch, rendendolo uno degli artisti più iconici del Novecento. La mostra, curata da Patricia G. Berman, una delle più grandi studiose al mondo di Munch, racconterà tutto l’universo dell’artista, il suo percorso umano e la sua produzione, e lo farà attraverso 100 opere, tra cui una delle versioni litografiche custodite a Oslo de L’Urlo (1895), ma anche La morte di Marat (1907), Notte stellata (1922–19249), Le ragazze sul ponte (1927), Malinconia (1900–1901) e Danza sulla spiaggia (1904).Ad arricchire la mostra milanese, è previsto un ricco palinsesto di eventi che coinvolgerà diverse realtà culturali della città e che andrà ad approfondire la figura dell’artista ed espandere i temi delle sue opere esplorando diversi linguaggi, dal cinema all’architettura, dalla musica alla letteratura e molto altro.Il programma sarà pubblicato prossimamente sui canali di comunicazioni dei partner coinvolti. La mostra avrà una seconda tappa a Roma, a Palazzo Bonaparte, dal 18 febbraio al 2 giugno 2025. Come ben spiegato dagli organizzatori della mostra Munch è stato plasmato inizialmente dal naturalista norvegese Per Lasseu Krohg, col quale iniziò la carriera pittorica nel 1880. Si spostò, poi, a Parigi per la prima volta nel 1885 e qui subì le influenze impressioniste e postimpressioniste che gli suggerirono un uso del colore più intimo, drammatico, ma soprattutto un approccio psicologico. Munch fu per tutta la sua vita condizionato dalla sofferenza e dalla mancanza che conobbe già da bambino, quando subì la perdita scioccante della madre e della sorella, malate di tubercolosi. A Berlino contribuì alla formazione della Secessione Berlinese e nel 1892 si tenne la sua prima personale, che non solo non fu apprezzata, ma fu anche reputata scandalosa: da quel momento Munch ha incarnato la figura dell’artista eversivo e maledetto.Una vita precaria e vissuta “sull’orlo di un precipizio” che lo portò all’alcolismo e a una crisi psicologica, fino al ricovero in alcune case di cura tra il 1908 e il 1909.Scegliendo l’isolamento, si spostò quindi nella sua proprietà di Ekely a Oslo fino alla sua morte nel 1944, dopo un mese dal suo ottantesimo compleanno.

Davide Mosca

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