Il giorno che molti puristi del Cavallino temevano – o aspettavano con sommessa curiosità – è arrivato. Ferrari apre ufficialmente un nuovo capitolo della sua leggendaria storia con il debutto della Ferrari Luce, la prima vettura interamente elettrica della casa di Maranello. Una svolta che rappresenta una vera e propria dichiarazione d’intenti forte di oltre 60 nuovi brevetti, mettendo su strada una Granturismo a quattro porte e cinque posti nata con l’obiettivo di salvare l’anima emozionale del marchio dentro un pacco batterie. Come sottolineato dal CEO Benedetto Vigna, la leadership si dimostra quando si ha il coraggio di osare e di affrontare la sfida delle nuove tecnologie, dando vita a una vettura che coniuga emozioni di guida uniche con prestazioni, piacere di guida e comfort straordinari. La prima vera sorpresa non è sotto il cofano, ma sulla carrozzeria. Per la prima volta nella storia recente, il design non è farina del sacco esclusivo del Centro Stile guidato da Flavio Manzoni. Il Presidente John Elkann ha infatti affidato il progetto a LoveFrom, il celebre collettivo creativo fondato da Sir Jonathan Ive e Marc Newson. Il risultato visivo di questo punto di vista multidisciplinare rompe nettamente con il passato, proponendo un’auto dall’impatto visivo potente e immediato. La Luce si distingue per un’elevata aerodinamicità, con un abitacolo quasi indipendente dalla carrozzeria e un parabrezza che fluisce direttamente nel cofano, terminando sotto un’ala anteriore dalle linee fluide e sospese. I dettagli rasentano l’ossessione: linee di chiusura precise al millimetro e tergicristalli che si fermano ai due lati anziché al centro, riprendendo sapientemente una serie di dettagli dalle grandi Ferrari del passato. Sotto questa carrozzeria così scolpita si nasconde un trionfo della tecnica. La Ferrari Luce è spinta da quattro motori elettrici, uno su ciascuna ruota, in grado di erogare la potenza monstre di 1.050 CV e una coppia colossale pari a 7.750 Nm totali alle ruote. I numeri descrivono prestazioni da hypercar pura: l’accelerazione da 0 a 100 km/h viene bruciata in appena 2,5 secondi, la velocità massima tocca i 310 km/h e l’autonomia dichiarata è di 530 km grazie a un pacco batteria da 122 kWh con architettura a 800 V. Si tratta di una Ferrari profondamente diversa, pensata per un pubblico altrettanto differente, che per molti clienti potrebbe rappresentare la prima vettura del Cavallino grazie alle zero emissioni e a una versatilità d’utilizzo inedita, garantita dallo spazio a bordo per cinque persone e da un vano bagagli estremamente capiente. Il vero banco di prova per una Ferrari elettrica riguarda però il coinvolgimento emotivo, e qui Maranello ha risposto con soluzioni sofisticate. Per quanto riguarda il sound, la Luce rifiuta i rombi finti: un accelerometro di precisione posizionato al centro dell’assale posteriore cattura le frequenze naturali dei componenti rotanti, che vengono poi equalizzate e amplificate nella scocca seguendo lo stesso principio acustico di una chitarra elettrica. L’abitacolo è un trionfo di luce e spazio che si estende quasi per tutta la lunghezza dell’auto, dove le porte ad ampia apertura posteriore controvento accentuano la sensazione di ariosità quando si sale a bordo. Il volante a tre razze è realizzato in alluminio riciclato e contiene 19 parti separate lavorate con macchine CNC, mentre un substrato di alluminio attraversa l’intera plancia punteggiata da eleganti bocchette dell’aria. La strumentazione davanti al guidatore si avvale di display OLED Samsung con lenti convesse ed effetto parallasse per massimizzare la chiarezza, cambiando colore a seconda della modalità di assetto.
Davide Mosca












