OLBIA. Quando un’auto smette di essere solo un mezzo e diventa un simbolo, a parlare non è più il numero degli esemplari, ma la sua capacità di lasciare un’impronta indelebile. Le few-off Lamborghini incarnano esattamente questo spirito: modelli rarissimi, prodotti in quantità limitatissime, che hanno contribuito a scrivere la storia del marchio. È il 2007 quando la Reventón debutta sul palcoscenico internazionale, segnando l’inizio di una nuova era per la Casa di Sant’Agata Bolognese e introducendo un concetto destinato a diventare un tratto distintivo dell’identità Lamborghini. Tra coloro che per primi compresero il valore di questa filosofia c’è Albert Spiess, oggi considerato uno dei più importanti collezionisti Lamborghini al mondo. La sua passione non nasce per caso, ma affonda le radici in un amore naturale e profondo per le auto, un istinto che lo accompagna fin da giovane. La svolta arriva con l’acquisto della sua prima Lamborghini, una Countach LP400 S del 1979: un momento che segna l’inizio di un percorso nuovo, fatto di dedizione crescente e di un desiderio sempre più forte di costruire una collezione degna del mito. A quella Countach si affiancarono una Miura SV e una Silhouette, ma ben presto Spiess decise di affinare il proprio approccio, scegliendo modelli dalla storia speciale o particolarmente rari. È in questo contesto che il concetto di few-off diventa per lui una naturale evoluzione della sua visione. Dal 2007 a oggi Lamborghini ha realizzato sei serie di modelli prodotti in pochissimi esemplari: Reventón, Sesto Elemento, Veneno, Centenario, Sián e Countach LPI 800-4. Ogni vettura ha rappresentato non solo un esercizio di stile estremo, ma anche un banco di sviluppo per soluzioni tecniche o estetiche poi trasferite alla produzione di serie. È così che queste auto speciali sono diventate veri e propri pilastri nel percorso evolutivo del marchio. Spiess conserva almeno un esemplare di ciascuna di queste serie nel proprio garage, e ognuno è stato scelto per una ragione precisa. La Reventón Roadster, ad esempio, lo ha conquistato per il linguaggio formale che sarebbe poi diventato la base del design Lamborghini fino all’Aventador. La Sesto Elemento – la sua preferita – lo ha colpito per la leggerezza estrema e l’utilizzo pionieristico del carbonio strutturale. La Veneno Roadster, con le sue linee avveniristiche, è entrata in collezione per il suo aspetto quasi extraterrestre, mentre la Centenario è stata acquistata per l’emozione che sa generare una vettura così rara. Con la Sián Roadster, Lamborghini ha introdotto il primo powertrain ibrido della sua storia, un altro passo fondamentale. Infine, la Countach LPI 800-4 rappresenta un omaggio al prototipo originale del 1971, ricostruito anche grazie al contributo diretto di Spiess e al lavoro di Lamborghini Polo Storico. Nonostante il valore, la rarità e la tecnologia di questi modelli, Spiess racconta che alla base dell’acquisto di ogni nuova Lamborghini c’è sempre una sensazione semplice e potente, rimasta immutata nel tempo. «Ogni volta l’emozione è sempre la stessa che provai quando comprai la mia prima Countach», afferma. Ed è forse questa emozione, capace di rinnovarsi a distanza di decenni, il segreto che rende le few-off Lamborghini non solo oggetti da collezione, ma vere esperienze di vita.

Davide Mosca

 

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