ANon è una semplice mostra, ma un ritorno al cuore del Novecento, là dove l’arte seppe ribellarsi al potere per raccontare l’uomo, le sue fragilità e le sue contraddizioni. Per la prima volta, trentaquattro opere fondamentali della Collezione Giuseppe Iannaccone, realizzate tra il 1920 e il 1945, vengono esposte insieme a Vercelli, nello spazio di Arca Arte, in un percorso dell’Espressionismo italiano che riattiva memorie e ci costringe a rileggere la storia con occhi consapevoli. I nomi sono quelli che hanno scritto pagine indelebili dell’arte italiana: Renato Birolli, Renato Guttuso, Lucio Fontana, Fausto Pirandello, Aligi Sassu, Emilio Vedova. Artisti che, con coraggio, scelsero di sottrarsi alla retorica celebrativa del regime per costruire una contro-narrazione silenziosa ma potente. Nelle loro tele non ci sono inni al potere, ma corpi sbilanciati, città oniriche, nature morte inquietanti: una quotidianità disarmante che ancora oggi parla di libertà e responsabilità. Opere simbolo come Nudo in piedi di Fontana (1939), Composizione (Siesta Rustica) di Pirandello (1924-26), Il Caffeuccio Veneziano di Vedova (1942) o I poeti di Birolli (1935) si affiancano in un dialogo serrato con i lavori del giovane artista milanese Norberto Spina, classe 1995, oggi uno dei nomi emergenti più interessanti della scena internazionale. Le sue tele, tra cui prestiti dalla Royal Academy di Londra e lavori inediti creati per l’occasione, non illustrano la storia ma la attraversano, restituendola come materia viva e pulsante. Spina mette in scena un confronto diretto con la memoria, come nei ritratti di Benito Albino Dassler e di Edda Mussolini: due sguardi che interrogano ancora il presente, rivelando quanto il potere, e l’immagine che lo accompagna, continuino ad agire nelle nostre coscienze. Così l’arte si fa strumento di risonanza, capace di aprire ferite e domande, più che offrire risposte. La mostra, prodotta da Arthemisia e curata da Daniele Fenaroli, è il primo appuntamento di un progetto quinquennale nato dalla collaborazione tra Arca Arte Vercelli e la Fondazione Giuseppe Iannaccone, istituita nel 2023 per valorizzare e diffondere la creatività italiana. Ogni edizione metterà in dialogo le opere della Collezione con un artista emergente e altre discipline – dal cinema alla letteratura, dalla musica alle arti visive – in un intreccio che renderà ogni volta unico lo spazio dell’ex Chiesa di San Marco degli Eremiti.Guardare oggi queste opere significa molto più che rievocare il passato. Significa capire che l’arte, allora come oggi, è uno strumento di libertà: la voce che dà corpo a ciò che altrimenti resterebbe muto, la possibilità di ricordare senza retorica e di scegliere consapevolmente come guardare la storia.

Davide Mosca

 

 

Credit Foto: Dettaglio da Renato Guttuso, Ritratto di Mimise, 1938. Olio su cartoncino intelato, 70.6×50 cm. Courtesy Collezione Giuseppe Iannaccone. © Renato Guttuso, by SIAE 2025. Photo Credit: Studio Vandrasch

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