Milano sceglie la grandezza. In attesa che i riflettori del mondo si accendano per i Giochi Olimpici invernali del 2026, la città gioca d’anticipo con un evento artistico di caratura assoluta, affidando la maestosa Sala delle Cariatidi a uno dei più influenti maestri viventi: Anselm Kiefer. Dal 7 febbraio al 27 settembre 2026, Palazzo Reale ospiterà Le Alchimiste, una mostra che non è semplice esposizione, ma una vera e propria occupazione spaziale. Curato da Gabriella Belli, il progetto nasce da un lavoro avviato nel 2023 appositamente per questo luogo: oltre quaranta teleri di grandi dimensioni sono stati concepiti per dialogare con l’architettura imponente della sala, creando un’atmosfera sospesa tra storia e mito.
Se la pittura di Kiefer è nota per la sua potenza materica e simbolica, questa volta l’indagine si sposta su un terreno di riparazione storica. L’artista tedesco mette al centro della scena il ruolo cruciale, e spesso dimenticato, delle donne nella genesi del pensiero scientifico moderno. Kiefer traccia una linea che unisce il passato remoto all’era moderna, riportando alla luce volti e nomi che i libri di storia hanno spesso relegato a note a margine. Non figure di contorno, ma pioniere che hanno maneggiato alambicchi e formule, contribuendo all’evoluzione del sapere. Il cuore pulsante dell’esposizione è un omaggio diretto alla città ospitante attraverso la figura di Caterina Sforza. Celebre per le sue doti di condottiera, la Sforza viene qui celebrata per il suo intelletto: autrice di un prezioso manoscritto contenente oltre quattrocento ricette tra medicamenti e procedimenti chimici, incarna perfettamente l’archetipo dell’alchimista che Kiefer vuole esaltare. Accanto a lei, l’artista compone un ideale “consiglio” di sapienti: da Maria la Giudea, figura seminale dell’alchimia antica, a Isabella Cortese, fino a Marie Meudrac, Rebecca Vaughan e Mary Anne Atwood. Nei teleri di Kiefer, queste donne non sono semplici ritratti, ma presenze evocate attraverso strati di pittura densa, che sembrano quasi scolpire la tela. L’artista esplora i poteri creativi e rigenerativi del femminile, un tema che percorre la sua produzione fin dagli anni Settanta ma che qui trova una sintesi nuova, monumentale. Promossa dal Comune di Milano e prodotta con Marsilio Arte, con il supporto di Gagosian e Galleria Lia Rumma, la mostra si candida a essere il pilastro visivo dell’anno olimpico. Un invito a guardare oltre la superficie, riconoscendo alle “alchimiste” il merito di aver trasformato la conoscenza, proprio come Kiefer trasforma la materia in arte.

Davide Mosca

 

Foto Courtesy Press Kiefer

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