Il gesto atletico come scultura in movimento, la fatica come poesia, il corpo come territorio di sfida e di bellezza. È su questo crinale – tra sudore e sublimazione, carne e mito – che si muove la grande mostra “Sport. Le sfide del corpo”, allestita al Mart di Rovereto in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Un viaggio affascinante attraverso oltre 350 opere d’arte e materiali d’archivio, che raccontano come, nei secoli, le arti visive abbiano rappresentato il corpo nella pratica sportiva: non solo muscoli e movimento, ma anche emozione, fragilità, tensione, desiderio di superamento. Dal “Discobolo” di Mirone alle icone moderne, il Mart costruisce un dialogo serrato tra passato e presente, tra il marmo degli eroi classici e il sudore degli atleti contemporanei. È l’evoluzione dell’immagine del corpo, da simbolo di armonia a campo di battaglia interiore, da ideale di perfezione a testimonianza del limite umano. Organizzata in otto sezioni tematiche – Le origini, Corpo a corpo, In squadra, Oltre il limite, Nell’acqua, Corpi volanti/corpi danzanti, Correre, Al freddo – la mostra intreccia dipinti, sculture, fotografie, illustrazioni, trofei, oggetti e costumi di scena, offrendo un’esperienza immersiva e multisensoriale.
Una prospettiva ampia e interdisciplinare, fedele alla visione del Mart, che trasforma la visita in un percorso tra arte, storia e antropologia. Tra i cimeli più preziosi, le biciclette dei grandi del ciclismo italiano – Gino Bartali, Fausto Coppi, Gastone Nencini – e quella con cui Francesco Moser, il 23 gennaio 1984 a Città del Messico, superò il muro dei 50 chilometri nell’ora, impresa rimasta impressa nell’immaginario collettivo. Ci sono poi un pallone da calcio degli anni Trenta, che racconta la rudezza di un’epoca pionieristica, e i capi tecnici firmati Missoni, a ricordare come lo sport abbia influenzato anche la moda e il design italiani. Non mancano incursioni nel mondo della danza e del teatro, con il costume che Carla Fracci indossò per “La Sylphide” nel 1983 e quello di Arlecchino, appartenuto a Ferruccio Soleri, che ha incarnato per oltre sessant’anni la stessa maschera, guadagnandosi un posto nel Guinness dei Primati. Dietro ogni oggetto, un racconto. Dietro ogni immagine, una sfida. La mostra non celebra soltanto la vittoria, ma anche la fatica, la tensione, la vulnerabilità. Lo sport, qui, non è solo competizione: è un linguaggio universale che unisce, trasforma, eleva. È il corpo che si misura con il mondo, con l’altro, con se stesso.
Con “Sport. Le sfide del corpo” il Mart partecipa all’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, progetto della Fondazione Milano Cortina 2026 pensato per promuovere i valori olimpici e paralimpici attraverso l’arte e la cultura. L’esposizione si inserisce inoltre nel programma “Combinazioni_caratteri sportivi”, ideato dall’Assessorato alla Cultura della Provincia autonoma di Trento per creare un sistema culturale condiviso tra i musei del territorio, mettendo in rete identità, competenze e linguaggi. Un evento che non si limita a raccontare lo sport, ma lo trasforma in esperienza estetica e umana, in un racconto corale sul corpo come frontiera della sfida, del limite, della bellezza. Un viaggio che emoziona, ispira e invita a guardare lo sport – e noi stessi – con occhi nuovi.
Davide Mosca
Foto courtesy Mart Rovereto













