Il centenario della nascita di Miles Davis è l’anima pulsante della trentanovesima edizione di Time in Jazz, il festival che sotto la direzione di Paolo Fresu trasforma il nord della Sardegna in un palcoscenico globale. Presentata ufficialmente a Parigi, nella prestigiosa sede dell’Istituto Italiano di Cultura, la rassegna è stata illustrata dal direttore Antonio Calbi e dalla direttrice generale Mattea Lissia, che hanno evidenziato la capacità dell’evento di promuovere l’isola oltre ogni stereotipo. Il titolo “Kind of Blue” guida un programma monumentale che si articolerà tra l’anteprima dal 19 al 21 giugno e il corpo centrale dall’8 al 16 agosto, coinvolgendo un cast vastissimo tra Berchidda e altri quindici comuni del settentrione sardo. Il sipario si alza a giugno a Sa Casara con i “senatori” della batteria Gegè Munari e Gianni Cazzola, affiancati dal trio di Peppe Spanu, seguiti dal talento di Casadilego, dai Gaia Cuatro e dal pianismo di Enrico Pieranunzi e Mario Ganau. In questa fase inaugurale si inseriranno anche le voci e i suoni di Ilaria Porceddu, Emanuele Contis, Nicola Vacca e le selezioni di Dj Chris. Ad agosto, la rassegna esplode in un’itineranza inaugurata dalla Bandakadabra e dalla voce di Amii Stewart, seguita dall’Andrea Motis Guitar Trio. Il cartellone vanta nomi di caratura mondiale come Nils Petter Molvær, che il 12 agosto a Berchidda riproporrà il suo storico progetto “Khmer”, Nicholas Payton con i Butcher Brown, il pianista Bugge Wesseltoft, l’elettronica di Apparat e il collettivo Kokoroko. La tromba, strumento simbolo dell’edizione, sarà celebrata da Paolo Fresu con l’atteso spettacolo teatrale e musicale “Kind of Miles”, in scena l’11 agosto in Piazza del Popolo, e nel collaudato duo con Daniele di Bonaventura che chiuderà il festival il 16 agosto a San Teodoro. Il programma vedrà alternarsi solisti come Fabrizio Bosso, Giovanni Falzone, Flavio Boltro, Markus Stockhausen con Alireza Mortazavi, Luca Aquino con Natalino Marchetti, Giorgio Li Calzi, Francesco Lento e la giovane Matilde Gori. Il festival darà spazio anche alla ricerca di Theon Cross, dei Satoyama, della Koro Almost Brass e della Banda Musicale “Bernardo De Muro”. Le corde e i tasti saranno affidati a maestri come Dado Moroni, Attilio Zanchi, Ferenc Snétberger e Raffaele Casarano, mentre il versante cantautorale vedrà protagonista Diodato nel tradizionale omaggio a Fabrizio De André. L’ecosistema musicale si completa con le produzioni di Insulae Lab, che schierano Stefano Bagnoli, Christian Meyer, Giuseppe Vitale e Federico Malaman, e il racconto storico di Flavio Soriga con il violoncello di Gianluca Pischedda. Le notti di Berchidda saranno animate dal FestivalBar con Gold Mass, il duo Pick n’ Bow, i Dangerous 3 e i TAAL, mentre lo spazio Time After Time vedrà l’organetto di Pierpaolo Vacca dialogare con Francesco Piu, Moses Concas, Suz, Davide Angelica e i WhiteFang.Come sottolineato durante la conferenza parigina da Gibo Borghesani e Marzia Cilloccu, il festival rappresenta una virtuosa alleanza tra impresa, territorio e istituzioni. Un valore educativo rimarcato anche da Sonia Peana, curatrice di Time to Children, la sezione dedicata ai più piccoli che vedrà impegnati, tra gli altri, Giancarlo Biffi e il duo Pitrek Spitrek. Tra i laboratori, le presentazioni letterarie con Ashley Kahn e Salvatore Niffoi e i set notturni di Renton, Time in Jazz 2026 si conferma un mosaico culturale d’avanguardia che, partendo dal cuore della Sardegna, continua a parlare un linguaggio universale. Per il programma completo e tutti i dettagli sugli eventi, è possibile visionare il sito ufficiale all’indirizzo www.timeinjazz.it o scaricare l’applicazione dedicata Time to APP.
Davide Mosca









