Nuoro riscopre uno dei suoi intellettuali più poliedrici attraverso un patrimonio di immagini per lungo tempo rimasto nell’ombra. Si inaugura lunedì 29 giugno alle ore 18.30, allo Spazio Ilisso di via Brofferio, la mostra “Antonio Ballero. ‘Poeta visivo’ nella Nuoro d’inizio Novecento”, un’esposizione che restituisce alla Sardegna uno spaccato sociale di straordinario valore storico e antropologico. Il percorso espositivo, curato da Antonello Cuccu e visitabile fino al 27 settembre 2026, indaga un aspetto meno celebre ma fondamentale della produzione dell’artista nuorese: l’utilizzo della macchina fotografica. Antonio Ballero (1864-1932) non si limitava a documentare la realtà, ma impiegava la fotografia come un taccuino da cui trarre precisi appunti visivi per le sue tele. La mostra mette in chiara luce questo continuo dialogo tra le arti, affiancando gli scatti inediti provenienti dall’Archivio Ballero a dipinti e disegni dell’autore. Attraverso puntuali comparazioni, è possibile osservare come i soggetti immortalati sulla lastra fotografica venissero successivamente reinterpretati con il pennello in opere come “Il padrone della tanca” (1928) e “La nevicata” (1930).Al centro dell’allestimento, curato da Artigianato e Design, domina il nucleo di fotografie scattate tra la fine dell’Ottocento e gli anni Venti. L’obiettivo di Ballero restituisce il volto di una Nuoro colta in un momento di transizione, sospesa tra le antiche tradizioni e le prime spinte del cambiamento. Le immagini accompagnano il visitatore lungo la via Majore e i mercati cittadini, inoltrandosi nei vicinati popolari, nelle corti e tra le vie dei rioni storici di Séuna e Santu Predu. È un racconto corale fatto di luoghi ma soprattutto di persone: donne, contadini, pastori, ambulanti e figure di spicco dell’intellighenzia locale vengono immortalati con una spiccata sensibilità compositiva e un profondo rispetto per la dignità umana. Questo vasto archivio della memoria è l’espressione di una mente costantemente aperta al dibattito intellettuale contemporaneo. Insegnante, scrittore e pittore autodidatta, Ballero fu infatti al centro di una fitta rete di relazioni che contribuì a collegare l’Isola ai principali circuiti culturali italiani ed europei. I documenti in mostra testimoniano i suoi assidui scambi con Grazia Deledda, Sebastiano Satta e Francesco Ciusa, nonché i confronti con studiosi e artisti del calibro di Max Leopold Wagner, Eduardo Chicharro y Agüera e Giuseppe Pellizza da Volpedo. Proprio il dialogo con il Divisionismo di Pellizza — recentemente approfondito dalla mostra “La divina luce” al museo MAN — si rivelò determinante per l’evoluzione artistica del nuorese, orientando la sua ricerca verso una nuova consapevolezza della luce e della rappresentazione sociale. L’esposizione dello Spazio Ilisso offre dunque l’opportunità di rileggere il ruolo centrale svolto da Antonio Ballero nel processo di costruzione della moderna identità culturale sarda. La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 20.00, con chiusura settimanale prevista per la giornata di mercoledì. Per richiedere ulteriori dettagli o informazioni sull’accesso, è a disposizione il recapito telefonico 0784 31551 e l’indirizzo email spazioilisso@spazioilisso.it.

Davide Mosca

Foto courtesy Spazio Illisso

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