Enigmatica, ribelle, magica: Leonora Carrington arriva a Palazzo Reale di Milano fino all’11 gennaio 2026 con una mostra che promette di essere uno degli eventi più intensi e sorprendenti della stagione culturale. Per la prima volta in Italia, un’esposizione interamente dedicata all’artista che ha trasformato la pittura in un linguaggio dell’inconscio, mescolando mitologia, femminismo, ecologia e sogno in un immaginario senza confini. Carrington non è solo una protagonista del Surrealismo: è la sua eretica, la voce che ha osato reinventare la magia in chiave femminile. A Milano, le sue opere aprono un varco in un mondo in cui il reale si scioglie nel simbolo, gli animali parlano e l’immaginazione diventa un atto di libertà. Dal 20 settembre 2025 all’11 gennaio 2026, Palazzo Reale di Milano accoglie la prima grande mostra italiana dedicata a Leonora Carrington, una delle artiste più affascinanti e misteriose del Novecento. Curata da Tere Arcq e Carlos Martín, l’esposizione — promossa dal Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale, MondoMostre, Civita Mostre e Musei ed Electa S.p.A. — intende restituire la complessità e la forza visionaria di una figura radicalmente poliedrica, capace di attraversare con libertà linguaggi e mondi diversi: pittura, scrittura, teatro e pensiero critico. Attraverso un ricco percorso tra dipinti, fotografie, materiali d’archivio, libri e scritti inediti, la mostra invita a entrare nel laboratorio immaginativo di Carrington, dove si intrecciano arte, mitologia, femminismo, ecologia e spiritualità. Le sue opere rivelano un mondo fantastico e sovversivo, popolato di figure alchemiche, animali totemici e simboli arcani, che raccontano la ricerca di un equilibrio tra umano e natura, tra conscio e inconscio. L’artista britannica, nata nel 1917 e formatasi tra Inghilterra e Firenze, sviluppò fin da giovane un rapporto profondo con l’Italia e con la tradizione rinascimentale, che influenzò la sua sensibilità figurativa. Ma la sua traiettoria, segnata dall’esilio e dal contatto con il Surrealismo parigino, la condusse ben oltre i confini geografici e culturali del suo tempo, trasformandola in una migrante dell’immaginazione. Leonora Carrington fu anche una delle prime artiste a intuire il legame tra femminile e natura, tra la cura del mondo e la libertà del pensiero. Nella sua visione, l’immaginazione diventa uno strumento di resistenza alle imposizioni patriarcali e politiche, un modo per riaffermare il potere creativo dell’intuizione e della conoscenza interiore. Il percorso espositivo racconta così la parabola di una donna artista, esule e ribelle, che seppe fare della propria fragilità un motore poetico e politico. Una figura che ancora oggi parla alle nuove generazioni per la sua capacità di fondere sogno e critica, spiritualità e impegno.
La mostra è visitabile da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 19:30 (giovedì fino alle 22:30, ultimo ingresso un’ora prima; lunedì chiuso). Una mostra che promette di svelare la potenza immaginativa e spirituale di Leonora Carrington, restituendo al pubblico italiano il ritratto di una delle voci più libere, visionarie e contemporanee del XX secolo.
Davide Mosca








