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Marcello mio, il viaggio di Chiara Mastroianni attraverso il ricordo del padre

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27/05/2024

La commovente introspettiva di una figlia che vive nel ricordo della figura paterna ha partecipato al concorso a Cannes 77

In concorso a Cannes 77, la Lucky Red, società indipendente di produzione e distribuzione cinematografica, fa il suo debutto nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 23 maggio 2024. Dopo il successo di L’Hotel degli amori smarriti (Chambre 212), il regista Christophe Honoré vede ancora una volta Chiara Mastroianni come collaboratrice. Parigi Roma e Formia, località balneare del Lazio, provincia di Latina, accolgono la prestigiosa troupe e il cast del film, di rilievo soprattutto per il cinema francese. Stregano la cinepresa Catherine Deneuve, madre di Chiara Mastroianni, e Fabrice Luchini, Benjamin Biolay, Melvil Poupaud, Stefania Sandrelli e Nicole Garcia. La rassegna aspira a un’interpretazione tanto realistica quanto romanzata di se stessi.
In passato il regista era scettico riguardo il ruolo di attrici e attori. La prima volta che Marcello Mastroianni e Honore si incontrarono, fu a Rennes quando Christophe era ancora uno studente apprendista. Non sono andato per Mastroianni. All’epoca, la mia cinefilia non comportava l’ammirazione, o addirittura l’adulazione di attori e attrici, con poster sulle pareti della mia camera da letto, ecc. Si trattava piuttosto di autori, nella grande tradizione della critica francese, in particolare quella dei Cahiers du Cinéma. L’opinione sincera del regista subì però un cruciale punto svolta. Quindi sì, Mastroianni, uomo irresistibile, grande attore, figura mitica del cinema degli anni ’60 e ’70, ma è stato Fellini – di cui Mastroianni è evidentemente il sosia – a interessarmi. La situazione è cambiata quando io stesso sono diventato regista. Prima di allora non avevo pensato agli attori. Aggiungendo alla sua confessione una sua riflessione rivelatoria in nome della sua passione più grande: Ho capito in quel momento che il mio desiderio di fare cinema, fare film sarebbe passato attraverso il desiderio di avere degli attori e il desiderio di dirigerli. Non posso scrivere nel vuoto, cioè senza avere in mente gli attori e le attrici, i loro gesti, i loro volti, voci, i loro corpi. Se credete di assistere a una rassicurante linearità della vita quotidiana di Mastroianni, vi sbagliate di grosso. Stupore, malinconia e gioia si destreggiano in questa elettrizzante pellicola, narrata dalle inconfondibili sfumature della Nouvelle Vague. Riferendosi alla quotidianità dell’attore protagonista, Honoré chiarisce: Questo tempo morto occupa il 95% della loro vita. Ma un attore non smette di essere tale quando non è sul set di un film. È un rapporto particolare con il mondo.
Io volevo ritrarre la mia attrice preferita in Francia, Chiara Mastroianni, nei momenti ordinari di relativa passività, quando non sta lavorando, nella sua vita quotidiana e con un ritmo familiare. Del resto, Chiara è un’attrice singolare perché nessuno può fare a meno di pensare che la sua vita privata e quella cinematografica si fondono l’una nell’altra. Perché i suoi genitori, come tutti sanno, sono due attori di fama mondiale. Attrici e attori di talento danno voce a Marcello tentando di mantenere l’equilibrio in uno spazio bidimensionale, recitando dentro e fuori dalla scena, al cospetto di amici e amori. Un mondo parallelo a quello del cinema, in cui ciò che è falso diventa reale e in cui il reale porta al falso, scaturisce dalla genialità che è stata capace di ideare e coordinare questo capolavoro.

Sibilla Panfili

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