Ancora una volta proposte molto interessanti in questo prestigioso spazio museale con tre mostre tutte da scoprire e un concerto dal titolo “La Voce delle Donne”

Il MAN – Museo d’Arte della Provincia di Nuoro – celebra il Natale con un’offerta culturale ricca e variegata, che unisce musica e arte contemporanea in un’esperienza unica. Il giorno 8 dicembre, il museo ospiterà un nuovo appuntamento della rassegna Concerti d’Autunno, organizzata dall’Academia Nugoresa de Bonas Artese, e tre mostre di grande suggestione che dialogano con il territorio e la natura. La giornata sarà impreziosita dal concerto La Voce delle Donne, che vedrà protagoniste Beatrice Melis all’arpa e la soprano Laura Stella. Un evento che si preannuncia emozionante, dedicato alla celebrazione dell’universo femminile attraverso un repertorio raffinato e coinvolgente. Il concerto, inserito nel ciclo dei Concerti d’Autunno, testimonia l’impegno del MAN nel proporre eventi che valorizzano sia la musica che le arti visive.

La mostra Accumuli di Christiane Löhr, a cura di Chiara Gatti con un testo critico di Bruno Corà, trasforma il piano nobile del museo in un paesaggio sospeso tra leggerezza e complessità. Le sue sculture, realizzate con materiali naturali come semi, steli e crini di cavallo, evocano “cupole di semi” e “cattedrali di fili d’erba”, in un omaggio alla natura sublimata in forme astratte. L’artista dedica inoltre un tributo alla Sardegna con accumuli di chicchi e sementi che richiamano le torri nuragiche, simboli dell’isola.

Scenafenomenica di Una Szeemann, a cura di Elisabetta Masala con un testo critico di Juliette Desorgues, esplora il magico e la mitologia, intrecciando tradizione classica e cultura arcaica. Le opere evocano divinità, leggende sarde come quelle delle Janas e il paesaggio selvatico del Supramonte, in un dialogo continuo tra natura e simbolismo. Szeemann, artista svizzera di fama internazionale, crea forme potenti e suggestive che riflettono la connessione profonda con il territorio.

Filira, progetto inedito di Alessandro Biggio, curato da Chiara Gatti con un testo critico di Caterina Riva, presenta un ciclo di opere che esplorano la metamorfosi della natura. L’artista utilizza cenere e il succo delle bacche di fillirea per creare sculture e dipinti, in un richiamo al mito greco della ninfa Filira e al ciclo vitale. Le sue opere, fragili ed effimere, raccontano il rapporto tra uomo, natura e trasformazione. Tra musica e arte, il MAN offre ai visitatori un’esperienza immersiva, dove le sonorità dell’arpa e della voce si intrecciano con la leggerezza delle sculture e la potenza evocativa del mito. Un’occasione imperdibile per vivere il Natale all’insegna della cultura, della riflessione e della bellezza.

Davide Mosca

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