Con un colpo di teatro che scuote il torpore di inizio anno, la Maison di Bienne ha deciso di vestire il suo mito, lo Speedmaster Moonwatch, con l’abito da sera. Niente mezze misure, solo la profondità del nero e la purezza del bianco per una configurazione che i collezionisti chiamano “Reverse Panda”, ma che dal vivo si rivela molto più di un semplice soprannome vintage. Questa nuova uscita non è un semplice aggiornamento cromatico, ma un esercizio di stile sui volumi e sulla manifattura di alta gamma. OMEGA ha scelto di rispettare e, al contempo, evolvere il DNA del celebre quadrante “step” (a gradino), reinterpretandolo con una complessa architettura a doppia piastra che dona una tridimensionalità inedita. La costruzione è ingegnosa: la superficie principale è costituita da un disco superiore nero lucido, rifinito con una laccatura densa che ne esalta la profondità quasi liquida; da questo “mare scuro” emergono, grazie a una piastra sottostante, i tre contatori bianchi.  Anch’essi trattati con finitura laccata, i subdials creano un contrasto netto, un effetto visivo tridimensionale e ipnotico che cattura lo sguardo.
Il risultato è un orologio che interagisce con la luce in modo radicalmente diverso rispetto ai modelli classici in nero opaco, pensati originariamente per evitare riflessi nella cabina di pilotaggio. Qui, invece, i riflessi sono cercati e domati: la brillantezza della lacca dialoga con la precisione tecnica delle minuterie. La leggibilità rimane quella leggendaria dello Speedmaster professionale — grazie alla minuteria bianca trasferita sul fondo nero e, viceversa, alle tracce nere sui contatori bianchi — ma l’impatto al polso è decisamente più lussuoso e sofisticato. A sigillare il design, incorniciando questo quadro bicromatico, troviamo la lunetta in ceramica nera dotata dell’imprescindibile scala tachimetrica in smalto bianco “Grand Feu”, garanzia di durata eterna e brillantezza. Il tutto è protetto da un vetro zaffiro “box-form”, bombato e trattato antiriflesso all’interno, che omaggia le geometrie dei vetri esalite del passato pur offrendo la resistenza delle tecnologie moderne. La collezione debutta con due declinazioni da 42 mm, pensate per personalità opposte ma accomunate dalla ricerca dell’eccellenza. La versione in acciaio inossidabile è la scelta ideale per chi cerca l’icona in una veste più grafica e tagliente. Qui gli indici applicati e le lancette rodiate, trattati con Super-LumiNova bianca, giocano con i riflessi freddi della cassa e del bracciale. Quest’ultimo merita una menzione d’onore: realizzato nel classico stile Moonwatch a cinque maglie arcuate (spazzolate e lucide), è dotato del sistema di regolazione brevettato da OMEGA, che permette di estendere il bracciale con un semplice tocco per un comfort assoluto in ogni situazione. Per chi non teme di osare, la versione in oro Moonshine™ 18K rappresenta un vero capolavoro di contrasti caldi. La lega proprietaria di OMEGA, nota per il suo colore giallo pallido ispirato al chiarore lunare e per la sua straordinaria resistenza allo scolorimento, “accende” il quadrante nero con una preziosità unica. In questa referenza, gli indici e le lancette (incluse quelle dei contatori) sono in oro massiccio 18K Moonshine™, mentre la lancetta centrale del cronografo è rivestita in PVD dello stesso oro, trasformando lo strumento spaziale in un oggetto di alta gioielleria senza sacrificarne l’anima sportiva. Sotto il cofano, nessuna sorpresa, ma solo certezze ingegneristiche: batte il Calibro Co-Axial Master Chronometer 3861. È l’evoluzione diretta e tecnologicamente perfetta del motore che ha fatto la storia delle missioni spaziali. Questo movimento a carica manuale non si limita a segnare il tempo, ma definisce lo standard contemporaneo: certificato dal METAS, garantisce una resistenza ai campi magnetici fino a 15.000 gauss e una precisione cronometrica assoluta, il tutto coperto da 5 anni di garanzia internazionale. Con questi due nuovi modelli, OMEGA lancia una sfida chiara al mercato: anche un classico intoccabile può reinventarsi. Non serve stravolgere le forme, basta saper giocare con la luce giusta e con la maestria dei dettagli. Il 2026 è appena iniziato, ma lo Speedmaster ha già settato l’asticella molto in alto.

Davide Mosca

 

Foto Courtesy Omega

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