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Orologi a diapason, la rivoluzione di Bulova

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10/10/2019

Il Bulova Accutron, capostipite degli orologi a diapason, compirà 60 anni nel 2020

Ci sono molti modi per segnare il tempo e molti per far funzionare un orologio. Quelle che rimangono invariate sono le sue componenti e le loro funzioni:

  • Motore (il peso nelle pendole, la molla negli orologi meccanici);
  • Oscillatore (il pendolo nelle pendole, il bilanciere negli orologi meccanici);
  • Indicatore dell’ora (le lancette).

Abbiamo parlato di pendole e orologi meccanici, ma tra i segnatempo esistono anche, oltre a quelli a quarzo, anche gli orologi a diapason.

Nel caso degli orologi a diapason, il motore è una batteria e l’oscillatore è appunto un diapason.

Orologi a diapason: idea svizzera e creazione americana

L’ideatore degli orologi a diapason fu, negli Anni ’50, lo svizzero Max Hetzel, il quale capì che l’oscillazione regolare di un diapason, controllato da un circuito elettronico, consentiva una misura ottimale del tempo.

Il diapason, nello specifico, consente di aumentare la frequenza dell’oscillazione da 5-10 Hz, come negli orologi meccanici, a 300-720 Hz. Come si sa, a frequenza più alta corrisponde una maggiore precisione.

Ulteriori vantaggi degli orologi a diapason sono quelli di diminuire gli sforzi meccanici e gli attriti delle componenti – il treno degli ingranaggi non muove il bilanciere ma solo le lancette – e di azzerare quasi del tutto gli effetti negativi della forza di gravità.

Bulova Accutron

Il più celebre degli orologi a diapason è il Bulova Accutron, lanciato dalla Maison americana nel 1960 e che compirà 60 anni nel 2020. Alla Bulova, infatti, lavorava Hetzel.

L’Accutron ospitava il primo movimento elettronico della storia dell’orologeria, diventando il primo orologio senza molla né bilanciere.

Il movimento dell’Accutron (il cui nome deriva dalla sintesi della frase “accuracy through electronic”, precisione attraverso l’elettronica) si basava un circuito elettronico con un diapason eccitato alla frequenza di 360hz e controllato da un transistor.

Quarzo batte diapason

Grazie a una precisione di gran lunga superiore rispetto a qualsiasi orologio meccanico dell’epoca, con uno scarto pari a circa un minuto per mese, la tecnologia degli orologi a diapason sembrava quella su cui contare per il futuro.

Di lì a pochi anni, invece, il lancio del primo orologio al quarzo da parte di Seiko, nel Natale del 1969, segnò l’inizio dell’era del quarzo e il declino della tecnologia a diapason.

Il ritorno dell’Accutron

Tuttavia, il Bulova Accutron continuò a godere di fama e apprezzamento da parte degli appassionati, tanto che oggi è molto ricercato dai collezionisti. Il prossimo anno, poi, in occasione del sessantennale, Bulova lancerà un nuovo orologio ispirato all’Accutron.

Dopo dieci anni di ricerca e sviluppo costanti, lo scorso marzo infatti è stato presentato il cuore di questo nuovo segnatempo: il primo movimento al mondo con carica a energia elettrostatica.

L’energia elettrostatica è creata da una coppia di turbine che, grazie al movimento umano, ruotano ad altissima velocità tra due elettrodi applicati al movimento.

L’energia, immagazzinata in un accumulatore, alimenta due motori; il primo motore elettrostatico al mondo alimenta la lancetta dei secondi a movimento fluido e un motore passo-passo che fa muovere le lancette di ore e minuti. Entrambi i motori sono sincronizzati mediante circuiti integrati per fornire una precisione di +/- 5 secondi al mese.

L’appuntamento è al 2020 per vedere la realizzazione finale di questo segnatempo, discendente ed evoluzione degli orologi a diapason.

 

Davide Passoni

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