Quattro secoli fa, tra i vicoli polverosi e le osterie malfamate di Roma, un uomo armato di pennello e spada decise di fare piazza pulita dell’artificio: Michelangelo Merisi strappò via l’oro dalle aureole per sbattere sulla tela la carne viva, i piedi sporchi dei pellegrini e le ombre violente del reale. Oggi, in quelle stesse strade dove la storia continua a bruciare senza mai farsi cenere, quella scossa tellurica torna a propagarsi con una forza viscerale. Fino al 23 agosto 2026, Palazzo Bonaparte spalanca le porte a Caravaggio Forever, una mostra potente e necessaria che mette a fuoco la pittura di Marco Tamburro, artista romano che raccoglie il testimone del Merisi senza cadere nella trappola del manierismo o della sterile citazione. Dimenticate le copie pedisseque o i facili omaggi da manuale scolastico. Il dialogo che si accende nelle sale affacciate su Piazza Venezia è una questione di pura attitudine, uno scontro frontale con il presente. Curata con rigore e visione da Giulia Silvia Ghia, l’esposizione parte da un interrogativo tanto semplice quanto dirompente: che cosa significa, oggi, guardare il mondo con la stessa disarmante ferocia con cui Caravaggio cambiò per sempre le regole del gioco? La risposta di Tamburro esplode in oltre quaranta opere cariche di tensione, dove i chiaroscuri seicenteschi mutano nei bagliori al neon delle nostre metropoli e il dramma sacro si trasferisce sull’uomo contemporaneo, travolto dal caos urbano, dalle solitudini metropolitane e da un bisogno disperato di riscatto. L’esperienza concepita per Palazzo Bonaparte travolge lo spettatore abbattendo la distanza tra passato e presente. Il percorso non si limita a esporre tele, ma costruisce una vera e propria immersione visiva ed emotiva, arricchita dal documentario firmato da Giovanni Storaro, che penetra a fondo nel processo creativo e nella gestualità materica di Tamburro. A fare da contrappunto a questa tempesta contemporanea interviene la voce autentica della storia: una straordinaria selezione di documenti d’epoca ripercorre la turbolenta biografia di Caravaggio e il fitto reticolo di committenze e mecenatismo che rese possibile la sua rivoluzione artistica, svelando le radici umane e pratiche di un genio assoluto.Questa grande operazione culturale segna un ulteriore traguardo per Arthemisia, che consolida la propria vocazione all’indagine sui linguaggi del contemporaneo facendo dialogare la maestosità classica di Palazzo Bonaparte con le sensibilità più audaci del nostro tempo. L’evento gode del patrocinio del Ministero per gli Affari esteri ed europei di Malta, dell’Ambasciata di Malta in Italia e dell’Accademia di Belle Arti di Roma, e vede la partecipazione della Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura, dell’Archivio di Stato di Roma, della Fondazione Banco di Napoli e del GAMM – Museo delle Opere Interattive di Roma, con la direzione artistica dello stesso Tamburro. A rendere possibile questo progetto di eccezionale respiro sono il main partner Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, insieme a Fondazione Cultura e Arte e Poema, con il supporto dello sponsor Engel & Völkers, del media partner Urban Vision e il catalogo edito da Moebius. A coronare una proposta espositiva così densa è una scelta tanto rara quanto preziosa: l’accesso completamente gratuito, un regalo aperto alla città e al pubblico internazionale per riscoprire, attraverso la pittura di Marco Tamburro, un Caravaggio che non smette di bruciare e interrogare le nostre vite.

Davide Mosca

Foto courtesy Palazzo Bonaparte Arthemisia ” cattura di cristo”

150×150 cm olio e acrilico su tela 

Per ” Caravaggio forever ”

Marco Tamburro, Contemporaneamente, 2025–2026 – Tecnica mista su tela – da Canestra di frutta di Michelangelo Merisi da Caravaggio, 1597-1599 ca. – Milano, Pinacoteca Ambrosiana

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