Lo studio Zaha Hadid Architects sta lavorando alla creazione delle prime infrastrutture di rifornimento al mondo. La prima stazione di ricarica sarà installata quest’estate in Italia
Mentre tutto il nord Italia è avvolto da una nube di polveri sottili che tocca i massimi storici, lungo la costa, la società energetica NatPower, sta progettando di costruire 100 stazioni di rifornimento di idrogeno verde. Lo studio britannico Zaha Hadid Architects (ZHA) sta lavorando alla creazione delle prime infrastrutture di rifornimento di idrogeno verde al mondo, le quali faranno il loro debutto sul mercato proprio all’interno dei porti turistici italiani. Progettate per essere utilizzate dalle imbarcazioni da diporto, le stazioni di rifornimento dello studio Zaha Hadid, forniranno per la prima volta nella storia il cosiddetto “idrogeno verde”. Questo tipo di idrogeno può essere utilizzato per generare energia elettrica all’interno di una cella a combustibile,la quale emettendo solo vapore acqueo e aria calda, rende questo tipo di energia rinnovabile, differenziandosi così dai motori a combustione che sfruttano energie non rinnovabili.
La prima stazione di ricarica sarà installata quest’estate ed entro il 2030 questa innovazione raggiungerà altri 25 porti turistici in tutta Italia, l’ambizioso progetto è finanziato da NatPower H, che fa parte della società energetica NatPower. Le stazioni di ricarica fanno parte di uno sforzo da 100 milioni di euro che ha lo scopo di incoraggiare l’adozione di imbarcazioni alimentate a idrogeno verde per viaggi brevi. Questo importante investimento appare infatti come una scommessa verso il futuro, la quale, potendo osservare la condizione storica e sociale in cui ci ritroviamo, difficilmente darà del filo da torcere ai suoi investitori. D’altra parte lo studia ZHA è stato in grado di unire abilmente innovazione tecnologica e design, andando così a creare qualcosa di futuristico, sia da un punto di vista estetico che concettuale. Lo studio di progettazione infatti dichiara : “NatPower H mira a creare una rete di hub energetici sostenibili in tutti i principali porti turistici italiani e a stabilire le condizioni ideali per facilitare lo sviluppo e l’uso continuo di navi alimentate a idrogeno”. Le stazioni a livello pratico andrebbero ad eliminare ogni anno circa 45 mila tonnellate di emissioni di gas serra dalle imbarcazioni da diporto della zona. Ciascuna stazione sarà divisa in otto campate curve e realizzata con blocchi di cemento stampati in 3D con una composizione a strati progettata per riecheggiare le geometrie presenti nella vita marina.Gli stabilimenti, grandi 50 metri quadrati, saranno completamente riciclabili e costruiti con sezioni assemblate a secco per ridurre al minimo gli scarti di costruzione.Filippo Innocenti il direttore di ZHA afferma che il progetto è stato reso possibile dall’integrazione delle moderne tecniche di costruzione con “l’ingegneria storica sviluppata in tutto il Mediterraneo dai Romani più di 2 mila anni fa, le stazioni utilizzano tecnologie di costruzione circolari avanzate, riflettendo l’impegno di NatPower H per un futuro ecologicamente responsabile. “Il progetto segue la ricerca del Computation and Design Research Group (ZHA Code) di ZHA su strutture in muratura, cemento stampato in 3D e costruzioni digitali sostenibili sviluppate insieme a Block Research Group e Incremental3D.
Viola De Colombi Bosetti





