Ci sono momenti in cui la luce cambia tutto. Momenti in cui un colpo d’occhio, un bagliore improvviso o una sfumatura che appare e scompare diventano il cuore di una rivoluzione. È esattamente ciò che accadrà a Sassari dal 28 novembre, quando il Padiglione Tavolara si trasformerà nel punto più luminoso dell’inverno culturale italiano, ospitando per la prima volta in Sardegna gli Impressionisti e i maestri della Scuola di Barbizon. Una mostra così non era mai arrivata sull’isola, e difficilmente arriverà di nuovo. “Luce, Natura, Libertà. I pionieri del paesaggio: da Barbizon agli Impressionisti” è molto più di un’esposizione: è un viaggio dentro la nascita dello sguardo moderno. Le opere provengono da collezioni private francesi e italiane, inaccessibili al pubblico e solitamente chiuse nei caveau dei collezionisti. Portarle in Sardegna è un traguardo straordinario, reso possibile dall’Associazione Culturale Aurea Natur insieme alla Fondazione di Sardegna, al Comune di Sassari, alla Provincia e all’Università. Il Padiglione Tavolara accoglierà tele rare, studi preparatori e dipinti che raccontano la rivoluzione silenziosa nata nella foresta di Fontainebleau, dove Théodore Rousseau e gli artisti di Barbizon decisero che la natura sarebbe stata il loro unico atelier. Da quella scelta radicale nacque la pittura en plein air, un gesto di libertà che avrebbe aperto la strada all’Impressionismo e al modo in cui, ancora oggi, guardiamo il paesaggio. Tra i gioielli più attesi della mostra c’è uno studio di “Les Pêcheurs de Poissy” di Claude Monet, legato al periodo in cui il maestro visse sulle rive della Senna, a Poissy, tra il 1881 e il 1883. È una presenza eccezionale: un’opera mai esposta prima in Sardegna, che consente di osservare da vicino la ricerca dell’artista sulla luce del fiume, sulle atmosfere sospese e sui gesti rapidi dei pescatori che popolavano quelle rive. Questa mostra è importante perché porta a Sassari il momento esatto in cui la pittura abbandona la semplice imitazione della realtà — ormai affidata alla fotografia — per diventare emozione pura, impressione, sensazione. È la storia di come l’arte ha imparato a seguire il mutamento del cielo, il fremito dell’acqua, l’attimo irripetibile. Dal 28 novembre al 1 febbraio, il Padiglione Tavolara sarà un luogo in cui la luce torna protagonista, così come lo era stata per i pionieri dell’en plein air. Un’occasione unica per vedere da vicino i maestri che hanno ribaltato l’accademia e aperto le porte alla modernità.
Davide Mosca
Foto Courtesy ad uso divulgativo mostra Museo di Vienna, Padiglione Tavolara, Associazione Culturale Aurea Natur







