Le strade di Sassari risuonano ancora dei canti, dello scalpiccio degli zoccoli e dello stormire dei tessuti preziosi che hanno animato la Cavalcata Sarda. Definita da molti come la “Festa della Bellezza” o la festa dell’orgoglio isolano, la manifestazione si è appena conclusa, confermandosi come uno degli eventi identitari più importanti e suggestivi dell’intera Sardegna. Un caleidoscopio in movimento che ha visto sfilare oltre duemila figuranti, divisi in 67 gruppi a piedi e 26 a cavallo, in rappresentanza di tutte le province storiche dell’isola. Dai caratteristici carri addobbati, le traccas, fino alle spericolate pariglie pomeridiane all’ippodromo e ai balli tradizionali che hanno animato Piazza d’Italia fino a notte fonda sulle note di launeddas e fisarmoniche, Sassari ha celebrato la sua essenza più pura. Tuttavia, l’eco di questa grande festa non si spegne con la fine della sfilata. Per onorare lo straordinario patrimonio di artigianato e cultura custodito negli abiti tradizionali, in particolare in quelli femminili, fino al 30 maggio sarà possibile visitare il ricco percorso espositivo di “Identità Svelate”. Una mostra diffusa, voluta dal Comune di Sassari e unita dalla visione grafica della designer Mara Damiani, che si articola in quattro prestigiose sedi cittadine, tutte a ingresso gratuito. Il cuore espositivo pulsa al Padiglione Tavolara, all’interno dei giardini pubblici, con la mostra “Tra-Me. Tradizione e Meraviglia”. Qui, preziosi abiti storici femminili provenienti da una prestigiosa collezione privata dialogano con i dipinti della Collezione Piloni dell’Università degli Studi di Cagliari, realizzati tra l’Ottocento e il Novecento. Il percorso è arricchito da importanti documenti cinematografici storici — dai primi filmati dei Fratelli Lumière alle riprese dell’Istituto Luce degli anni Cinquanta — che testimoniano l’evoluzione della Cavalcata e della città. All’interno della struttura, inoltre, si incontrano le due iconiche “Cavalcate” nate dal genio di Eugenio Tavolara: quella scolpita nel legno e quella impressa nel rilievo della scala interna. Questa sede è visitabile dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 19.30.
La seconda tappa conduce al Museo Nazionale Archeologico ed Etnografico “G. A. Sanna” con “Dentro e fuori il Museo: gli abiti del Sanna in un’esposizione partecipata”. Questo allestimento nasce dal dialogo profondo tra l’istituzione e le comunità del territorio del Sassarese, tra cui Cossoine, Ittiri, Osilo, Ossi, Ploaghe, Sennori e Thiesi. Il percorso mette a confronto sette coppie di abiti tradizionali: da un lato il capo storico “musealizzato”, dall’altro l’abito “in uso” oggi, conservato e vissuto da associazioni e privati. Si tratta di un’opportunità unica per riflettere sulla dinamicità di una tradizione che solo apparentemente resta immutabile. Il museo è aperto il martedì, il giovedì e il sabato dalle 9:00 alle 14:00, mentre il mercoledì e il venerdì accoglie i visitatori dalle 14:00 alle 20:00. In piazza Santa Caterina, la Pinacoteca Nazionale di Sassari ospita “Vestire da Regina: dipingere un’isola favolosa”, dove l’abito tradizionale si fa arte pittorica. La mostra raccoglie le opere dei grandi maestri sardi del primo Novecento — tra cui Giuseppe Biasi, Antonio Ballero e Tarquinio Sini — impegnati a valorizzare l’estetica sarda e a ribaltare l’antico cliché di un’isola barbarica. Tra i pezzi forti si possono ammirare lo splendido abito di gala di Ollolai, un delizioso abito infantile di Bono e una preziosa camicia maschile di Teulada di fine Ottocento, immortalata in una tela di Cesare Cabras. La Pinacoteca è accessibile dal martedì al sabato, dalle 9:00 alle 19:30. Il viaggio si conclude nel cortile di Palazzo Ducale, nella sala Giuseppe Duce, con l’esposizione “L’arte del ricamo: trenta varianti del bustino femminile”. Questo focus è dedicato a uno degli elementi più intimi e complessi del vestiario femminile: il corsetto. Trenta varianti d’epoca, provenienti da centri come Ittiri, Nuoro, Osilo, Orotelli e Cuglieri, mostrano la straordinaria perizia tecnica delle artigiane isolane. Dai modelli “a fascia” barbaricini a quelli “a tubino” in broccato o velluto, irrigiditi con stecche di palma nana, l’esposizione svela un accessorio capace di unire utilità pratica e fascino seduttivo. Lo spazio è aperto dal martedì alla domenica, dalle 9:00 alle 19:30. C’è tempo fino alla fine del mese per immergersi in questo racconto fatto di fili, colori e sguardi dipinti. Un’occasione imperdibile per prolungare l’emozione della Cavalcata Sarda e scoprire i segreti di un’isola che, attraverso i suoi abiti, continua a vestirsi da regina.

Davide Mosca

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