Il Museo Nivola di Orani presenta “Nivola, Colombo e lo spazio intorno”, un’esposizione dedicata al tema dell’ambiente da attraversare, sperimentare e vivere, visitabile fino al 25 ottobre 2026. L’evento si inserisce all’interno di Nivola ‘vis-à-vis’, un ampio programma nato per mettere in dialogo l’opera di Costantino Nivola con le figure cruciali del panorama artistico del suo tempo. Curata dalla direttrice artistica Chiara Gatti insieme ad Anna Pirisi, e realizzata in collaborazione con l’Archivio Gianni Colombo di Milano, la mostra rappresenta il focus inaugurale intitolato ‘Stanze’, prima parte di un racconto in tre atti concepito per la stagione estiva e autunnale. Il percorso espositivo abbandona la contemplazione statica per svilupparsi in tre ambienti immersivi, concepiti come veri e propri luoghi di relazione fra il corpo e l’architettura che lo accoglie, dove prospettive, volumi, vuoti e giochi di luce ridefiniscono la percezione sensoriale. Il visitatore è invitato a muoversi attraverso tre tappe fondamentali: la ‘Stanza dei sogni’ dello stesso Costantino Nivola, il celebre ‘Spazio elastico’ di Gianni Colombo e, infine, un’inedita ‘Stanza della memoria’ dedicata al ricordo collettivo. Alla base di questo accostamento vi è una suggestiva coincidenza storica: nel 1968, infatti, mentre Nivola realizzava il modello per il monumento ad Antonio Gramsci – concependo di fatto il suo primo studio ambientale – G ianni Colombo presentava il suo ‘Spazio elastico’ alla Biennale di Venezia. Questa tangenza cronologica e concettuale offre lo spunto per indagare due visioni complementari. Per Nivola la stanza non è mai stata un semplice contenitore architettonico, ma un nucleo vitale costruito attorno alla presenza umana, essenziale per accogliere e mettere in relazione l’individuo con il mondo esterno. Come affermava lo scultore, si tratta di una luce che entra attraverso la finestra per dissolvere l’oscurità persistente, liberando il tempio e prigione dell’intimità insieme ai sogni ad occhi aperti. Parallelamente, la sezione dedicata a Gianni Colombo si apre in modo dirompente al tema dell’esperienza fisica. La ricostruzione in dimensione abitabile del suo ambiente punta a suscitare reazioni percettive intense, innescando nel pubblico sensazioni di spaesamento attraverso coordinate mutevoli e fughe illusionistiche. A chiudere il percorso è la terza stanza, che accoglie la memoria collettiva trasformandosi, attraverso un’azione di cittadinanza attiva, in un vero e proprio “pensatoio” e in un archivio vivente dei ricordi della comunità. Ad arricchire l’offerta culturale si aggiunge un prezioso evento collaterale. A cento anni dal Premio Nobel conferito a Grazia Deledda, il nuovo spazio del lucernaio del museo ospita una scultura in bronzo realizzata da Costantino Nivola in omaggio alla grande scrittrice nuorese. L’opera, eccezionalmente concessa in prestito dal Banco di Sardegna, rimarrà esposta fino al 20 settembre 2026. Ulteriori informazioni sono disponibili su museonivola.it.
Davide Mosca

Foto Courtesy Museo Nivola

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