Sulle soglie del deserto, dove la pietra incontra il cielo, l’Egitto ha riaperto il sipario della sua storia leggendaria. Con l’inaugurazione del Grande Museo Egizio, il paese dei faraoni torna a respirare la grandezza delle sue dinastie. La maschera d’oro di Tutankhamon risplende nella sua nuova dimora a Giza, accogliendo milioni di visitatori nel più grande museo mai costruito, a due passi dalle Piramidi che da sempre vegliano sulla storia del mondo.
Uno spettacolo di luci, musica, danze e fuochi d’artificio, alla presenza del presidente Abdel Fattah al-Sisi e di una quarantina tra sovrani e capi di Stato, ha incorniciato l’apertura ufficiale del Grand Egyptian Museum (GEM): un progetto monumentale da 500mila metri quadrati
Un secolo esatto dopo la scoperta della tomba di Tutankhamon nella Valle dei Re, l’Egitto riunisce per la prima volta oltre 5.500 reperti appartenenti al corredo funerario del faraone bambino, disposti in una galleria di 7mila metri quadrati. Una collezione che racconta lo splendore della XVIII dinastia e la quotidianità della corte reale, in un percorso che intreccia fede, arte e mistero. “Incontra la storia faccia a faccia”, recita il motto del museo: e mai come oggi la promessa è mantenuta. Progettato dallo studio Heneghan Peng Architects e costruito con la collaborazione di imprese internazionali e il sostegno del governo giapponese, il museo si estende come un triangolo di pietra e vetro in perfetto dialogo con le Piramidi. Al suo interno, la statua colossale di Ramses II, alta dodici metri e pesante ottantatré tonnellate, accoglie i visitatori nell’atrio principale, affiancata dalle statue di Tolomeo II e Arsinoe II e da un grande obelisco esterno che riflette la luce del tramonto sul deserto. Con oltre 100mila reperti che spaziano dalla preistoria all’età romana, il GEM non è solo un museo, ma un manifesto culturale del nuovo Egitto: tecnologico e fiero della propria eredità. Le installazioni multimediali e gli allestimenti curati dall’Atelier Brückner trasformano l’esperienza del visitatore in un viaggio immersivo, dove ogni oggetto diventa racconto e ogni sala un ponte tra passato e futuro.
“È una gioia rappresentare l’Italia in questa giornata che celebra la grandezza della civiltà egizia e il potere della cultura come strumento di dialogo”, ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, presente alla cerimonia inaugurale. Tra gli ospiti italiani anche Matteo Renzi, invitato per le sue relazioni nel mondo arabo. L’inaugurazione del Grande Museo Egizio segna un punto di svolta anche per il turismo: 18 milioni i visitatori attesi in Egitto entro l’anno, di cui 5 milioni solo per il nuovo complesso di Giza. Un progetto di orgoglio nazionale e di rilancio internazionale, fortemente voluto da al-Sisi, che ha scommesso sulla cultura come ambasciatrice di stabilità e prosperità. A due chilometri dalle Piramidi, ora raggiungibili con una passeggiata panoramica.
Davide Mosca
Foto courtesy GEM











