C’è un luogo in Sardegna dove l’arte non è mai solo esposizione, ma dialogo, incontro, scintilla capace di incendiare pensieri e paesaggi. È la Stazione dell’Arte di Ulassai, il museo nato dal legame indissolubile tra Maria Lai e il suo paese, che oggi si prepara a vivere un autunno straordinario: sei mostre, sei percorsi diversi che convergono in un unico orizzonte, quello di un’arte che interroga, emoziona e costruisce comunità. Il cuore della stagione autunnale è “Maria Lai. Mondo incandescente”, a cura di Damiano Rossi e Marco Peri. La mostra prende il titolo da una delle opere più visionarie dell’artista, una grande Geografia del 1988 in stoffe cucite, paesaggio cosmico che sembra aprirsi all’infinito. Attorno a quell’opera si è acceso un progetto collettivo: grazie a un ciclo di residenze promosso dal CAMUC, il cortile del museo si è trasformato in officina creativa. Roberto Ciredz, Carol Rollo, La Fille Bertha e SKAN hanno lasciato tracce vive nel tessuto del paese, realizzando interventi di muralismo e live painting che dialogano con i Tacchi d’Ogliastra e con l’eredità poetica di Maria Lai. Un modo per rendere tangibile l’idea che l’arte, come scriveva lei stessa, “dà forma alle inquietudini del proprio tempo”. Ma l’autunno ulassese non si ferma qui. Sempre il 4 ottobre si inaugura “Sono la parola di un libro. Fabio Frau con Maria Lai”, un percorso che intreccia due voci lontane e affini. Le ceramiche di Frau, sospese tra tradizione e contemporaneità, dialogano con le opere di Lai in un intreccio narrativo che trasforma lo spazio espositivo in un racconto visivo. La parola diventa immagine, l’immagine si fa racconto: un’esperienza meditativa che invita lo spettatore a leggere l’arte come un libro aperto, dove le pagine sono fatte di materia, memoria e simbolo. L’appuntamento non è solo con le mostre. Il mese di ottobre porterà a Ulassai anche “Connessioni”, due giornate di confronto (11-12 ottobre) tra artisti, operatori culturali, istituzioni e professionisti del settore. Tavoli tematici, incontri pubblici e momenti di networking disegneranno una mappa delle possibili strategie future per rafforzare la scena artistica in Sardegna. Una chiamata aperta al mondo dell’arte contemporanea isolana per costruire reti, condividere esperienze e immaginare nuove direzioni comuni. Così, nel borgo di Maria Lai, l’autunno non è stagione di chiusura ma di apertura: di dialoghi, di visioni, di nuove geografie possibili. La Stazione dell’Arte conferma il suo ruolo di faro culturale, capace di custodire l’eredità di Maria Lai e al tempo stesso di rilanciarla nel presente, facendo dell’arte non un gesto isolato, ma un incrocio di storie, comunità e futuro. L’appuntamento è fissato: il 4 ottobre le inaugurazioni apriranno un mese incandescente. E da Ulassai, ancora una volta, partirà un filo che cuce insieme passato e presente, terra e cielo, arte e vita.
Davide Mosca






